11 Settembre: LE INIZIATIVE AFGHAN LIVES MATTER - OGNI VITA CONTA

11.09.2021

Milano, Arco della Pace - ORE 16:00

Trieste, corteo da Piazza Venezi - dalle ORE 16:00 alle ore 20:30

Roma, Mad'O, Via Carlo Emanuele I, 36 - ORE 18:00

Fiumicino: Via Baruffetti (spazio futuro centro Esmeralda) - 17:30

Bologna: Piazza del nettuno - 17:30

Fano (PU): Piazza Pier Maria Amian - 11:00 - 12:00

Messina: Prefettura, Piazza dell'Unità d'Italia - 17:00

Monselice (PD): Parco  Buzzacarini - 16:00 - 18:30


Otto città, sette regioni, oltre settanta tra associazioni e sigle aderenti, migliaia di persone attese a manifestare la propria solidarietà alla resistenza delle donne afghane.

Afghan Lives Matter - ogni vita conta, questo è lo slogan che lega tutti gli eventi

L'invasione dell'Afghanistan da parte degli USA e dei paesi NATO, fatta con il pretesto di sconfiggere il terrorismo e liberare le donne è stata un gigantesco fallimento.

La guerra ha prodotto 241.000 vittime e oltre 3,5 milioni di sfollati. Oggi l'Afghanistan produce il 90% dell'eroina mondiale, la corruzione all'interno delle cosiddette istituzioni afghane ha raggiunto livelli spaventosi (l'Afghanistan è al 165° posto su 180 paesi nelle statistiche di Trasparency International) e il paese ha pochissime e gravemente carenti infrastrutture, scuole, ospedali.

In questi 20 anni di occupazione militare gli USA hanno speso 2.300 miliardi di dollari, la Germania 19 miliardi di euro e l'Italia 8,7 miliardi di euro.

La "liberazione delle donne" non è stata garantita: l'87% delle donne afghane è ancora analfabeta; le donne che hanno avuto la possibilità di studiare e lavorare costituiscono un'esigua minoranza, usata dall'occidente per dimostrare il successo dell'occupazione.

quanto al terrorismo, oggi l'Afghanistan è più che mai rampante; il paese è stato regalato ai talebani, dal 2015 è attiva la violentissima cellula ISIS Khorasan e i signori della guerra a cui nel 2001 la coalizione di potenze occidentali ha dato il potere sono pronti a rialzare la testa nel caso in cui i talebani non assicurino loro una fetta della trorta.