LA FINE DEL MONDO SI FA PROBABILE. LA PRIORITA', ANCHE PER DESCALARE, E' LA PACE CON LA NATURA!

25.09.2022

Care amiche e amici degli Friday For Future, gli effetti della crisi climatica stanno diventando evidenti con questa estate, come voi ricordate, "segnata dalle ondate di calore, alluvioni e trombe d'aria".Per "dare dare un segnale deciso alla politica italiana perché si faccia qualcosa" subito, avete organizzato l'articolazione italiana del Global Strike del 23 settembre; a Milano con un corteo che parte alle ore 9:30 da Largo Cairoli. Cosa ci sarebbe da fare con assoluta urgenza per evitare un baratro che potrebbe spalancarsi sotto i nostri piedi? L'invito che vi rivolgiamo è di non trascurare l'importanza di evitare di gettare benzina sul fuoco della "Guerra Grande" (copy right Limes) che si combatte sul territorio ucraino, ma che è anche guerra economica globale tra Occidente e Russia (cercando di coinvolgere la Cina). Questa guerra può degenerare in scambio di missili nucleari anche per errore di calcolo tra i contendenti. "Non ci pregiudichiamo nessun mezzo se siamo messi alle strette", dice l'uno. "Attenti che saremo consequenziali", ribatte l'altro. Parlano proprio di armi nucleari, che hanno predisposto (circa 2.000 in stato di allerta permanente) ignorando nelle loro dottrine di impiego il principio del No First Use (NFU). E non stanno bluffando quando le brandiscono! Questa guerra, anche se scampiamo la minaccia nucleare, sicuramente attenta in modo decisivo sugli equilibri ecologici globali, con le distruzioni sul campo (ogni giorno si bombardano raffinerie, depositi di carburante, impianti chimici, oltre che edifici e infrastrutture) foriere di inquinamenti che possono investirci direttamente. Se potessimo effettuare delle stime, non ci sarebbe affatto da meravigliarsi che si stiano già facendo saltare fisicamente gli accordi di Parigi sul clima; ma c'è anche il rischio di una possibile contaminazione radioattiva da ZaporizhJa o da altre centrali nucleari nel mezzo delle sparatorie.Nè possiamo ignorare i danni provocati da sanzioni autodistruttive (al momento danneggiano più gli europei che la Russia): rifiutandole difendiamo il potere d'acquisto e i livelli occupazionali dalle manovre delle élites per scaricarci addosso i costi delle politiche "atlantiche" anche con la speculazione sui prezzi dei beni energetici. Ecco perchè vi invitiamo al presidio informativo (dialogo e risveglio!) del 26 settembre, giornata ONU contro le armi nucleari (Petrov Day, dal nome del colonnello sovietico che nel 1983 salvò il mondo dall'Olocausto nucleare). Vorremmo che l'energia non fosse usata come arma di guerra ma ponte di pace nella lotta comune al riscaldamento globale: tutti gli Stati hanno firmato gli accordi di Parigi nel 2015. Il 26 settembre, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, ci troviamo in presenza, per una sessione di dialogo e di risveglio, al piazzale della Stazione di Porta Genova. Proponiamo anche a voi di partecipare ad un nostro incontro on line, con inizio alle ore 20:00, sempre il 26 settembre. Intendiamo riflettere sulle possibilità di costruire un'opposizione sociale che punti ovviamente a dei NO necessari ma pensando globalmente alla pace come nuovo modello di ecosviluppo, per una umanità di liberi ed eguali nella "terrestrità"; ed anche commentare insieme i risultati elettorali, che ci riguardano tutti.
DISARMO ATOMICO A PARTIRE DALLA PROIBIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI (L'Italia ratifichi il Trattato cui hanno aderito 66 Paesi).

NO ALLE SANZIONI - NO ALLA GUERRA CHE RISCHIA DI DEGENERARE IN SCONTRO NUCLEARE - NO AL RIARMONO ALLA SPECULAZIONE E AI RINCARI SPROPOSITATI DI BOLLETTE, AFFITTI E MUTUI PROVOCATI DALLA GUERRA MILITARE E DALLA GUERRA ECONOMICASI ALLA RICERCA DELLA PACE USANDO L'ENERGIA COME PONTE DI COOPERAZIONE NELLA LOTTA COMUNE AL RISCALDAMENTO GLOBALE (TUTTI GLI STATI HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI PARIGI)
Questo il link per partecipare all'incontro su piattaforma Google Meet: 

Alfonso Navarra - portavoce dei Disarmisti esigenti, coordinatore di un appello che vede tra i primi firmatari Moni Ovadia e Alex Zanotelli (oltre a tante attiviste femministe: Antonia Sani, Patrizia Sterpetti, Angelica Romano, Antonella Nappi, Federica Fratini. 

Vai al link: 

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